Tagliarsi per non Ferirsi.

Era una giornata estiva, una di quelle dove noi ragazzi ci riunivamo al parchetto a fumare spinelli e a baciare ogni giorno un ragazzo diverso. Sperando di diventare grandi in fretta, sperando di fare qualcosa di nuovo e unico. Non sapendo invece di affrontare i soliti cliché dell’adolescenza. Francesca quell’anno mi aveva invitato nella sua villa in montagna a trascorrere l’estate 2000. Un’estate che non dimenticherò mai…
La telefonata arrivò in un primo pomeriggio dopo pranzo, mia madre piangeva, lo sentivo, ma cercava di essere forte. Mi disse solo che la mia vacanza a casa Andreoletti si sarebbe dovuta prolungare un po’ dato che noi non saremmo andati da nessuna parte e anzi avevamo perso la nostra abitazione causa sfratto.
Noi, avevamo perso una casa data dal comune. Non di proprietà. Nessuno dei miei amici ricchi sapeva che abitavo nelle case comunali, non avevo mai avuto il coraggio di dirlo e così mi tenni anche quel segreto dentro al mio corpo da ragazza. Solo che il pensiero di andare a vivere in un bilocale in 5 con i cani non riuscivo proprio a concepirlo, perché questa era la soluzione, trasferirsi tutti da mia nonna.
Così di notte piangevo e il dolore era sempre più forte.
Mi chiesi se quel dolore potesse provenire da qualche parte del nostro corpo, se potesse entrare in un qualche modo e quindi potesse anche uscire. Questo è stato il mio primo ragionamento. Per far uscire del dolore bisogna provare dolore.
Andai nel bagno più grande della casa e vidi le lamette della madre della mia migliore amica. mi guardai tutta il corpo, schifata da ciò che ero e da ciò che non sarei mai più tornata ad essere. E scelsi, scelsi che il mio dolore doveva uscire dal mio braccio sinistro.
Tagliai, tagliai, Grattai spingendo fortissimo finché il pianto per la perdita della casa e il senso di fallimento della mia famiglia si limitò ad essere rosso sangue che colava su piastrelle blu elettrico.
Tagliarsi per non soffrire. è iniziata così. Mai finita…. TAGLIARSI è SOFFRIRE.

Potrebbe Interessarti Anche :

Leave a Reply